Stress a scuola, i ragazzi italiani tra i più ansiosi al mondo

(foto: getty images)

L’ansia da prestazione e il timore di voti bassi si impongono nei pensieri degli adolescenti, secondo quanto rivela uno studio Oecd (Students’ Well-Being: Pisa 2015 Results) che per la prima volta analizza il tema del benessere degli studenti, contemplando anche fattori come il rapporto con gli insegnanti e abitudini lontano dalle aule.

Secondo i risultati dell’indagine, condotta su un campione di 540mila studenti in oltre 70 paesi, in media nei paesi Ocse il 59% degli studenti è preoccupato dalla difficoltà delle prove che andrà ad affrontare in classe e il 55% lo è a prescindere dal fatto che abbia studiato e si sia ben preparato. Un tema non irrilevante che chiama in causa anche docenti e famiglie, che possono far molto per mitigare il senso di stress che attanaglia i ragazzi, con un approccio più partecipato e interessato, per i genitori, o con una maggiore cura in classe.

In materia di ansia, gli adolescenti italiani ne sanno qualcosa: secondo i dati, infatti, anche quando hanno studiato e fatto il loro dovere, il 70% si dichiara ansioso, rispetto a una media Ocse del 55%. In Israele, tanto per fare un confronto, il valore si attesta al 44% e in Germania al 41%. Non pare però che il tema dell’ansia sia necessariamente connesso alla voglia di primeggiare ed essere i più bravi della classe: in questo segmento infatti, il 52% dei ragazzi italiani si dichiara favorevole alla logica dell’etichetta di migliore tra i migliori, un dato sicuramente più basso se paragonato a una media Ocse che arriva quasi al 60% e che vede dei picchi in alcuni paesi (Norvegia, Canada, Grecia).

In Italia è anche più bassa la media di chi sente parte della comunità scolastica (67,3 contro il 73%) e più alta quella di chi si sente escluso (quasi l’89% contro l’82 di media Ocse).

Sulla vita degli studenti, sulla percezione del benessere e della felicità pesano naturalmente non solo test e verifiche ma anche altri aspetti, che però impattano sulla resa a scuola: dai rapporti con gli altri al bullismo, alla percezione del corpo che cambia in una fase di per sé complicata. Secondo il report, circa l’11% degli studenti nei paesi Ocse si dichiara al centro di un episodio di scherno, e il 7% viene tagliato fuori dai compagni.

Al quadro di aggiunge la forte tendenza a stare online, in media nei paesi Ocse più di due ore al giorno durante un giorno settimanale dopo la scuola, tempo che si impenna durante il weekend.

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