Stranger Things 2: dove eravamo rimasti?

Oggi finalmente milioni di persone potranno iniziare il loro furioso binge watching della seconda stagione di Stranger Things, in cui scopriremo che fine ha fatto Eleven, cosa si è portato dietro Will Byers dal Sottosopra e quale orribile minaccia dovranno affrontare i nostri piccoli eroi.

Ma prima di cominciare, anche se non siamo di fronte a un’opera di David Lynch, potrebbe farvi comodo un piccolo riassunto di dove eravamo rimasti l’anno scorso. Dunque concentrate i vostri poteri psichici e preparatevi ad avventurarvi nel passato.

1. Cosa era successo a Eleven?

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Nel finale della prima stagione Eleven, una ragazzina vittima di esperimenti segreti dotata di poteri mentali che le permettono di spostare gli oggetti col pensiero e avventurarsi nel Sottosopra, aveva distrutto il demogorgone per poi sparire misteriosamente. Non sappiamo cosa abbia fatto in quest’anno, ma sempre in una scena dell’ultima puntata abbiamo visto lo sceriffo Hopper lasciare degli waffles Eggo, che lei adora, in una scatola nel bosco. È molto probabile quindi che sia ancora in questa dimensione e che tra i due si creerà un’intesa speciale.

2. Come si è salvato Will Byers?

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Il rapimento di Will Byers da parte del demorgogone è l’evento scatenante della prima stagione di Stranger Things. Alla fine viene ritrovato nella tetra dimensione parallela del Sottosopra, rinchiuso in una sorta di bozzolo e intubato con una strana creatura nella gola. Dopo la sua liberazione da parte di sua madre e di Hopper lo vediamo tornare alla vita di tutti i giorni. Tuttavia nella scena finale della prima stagione scopriamo che qualcosa è tornato con lui. Non solo ha visioni del Sottosopra, ma dopo un colpo di tosse espelle quella che sembra essere una lumaca gigante. Speriamo non si metta a vomitare mostri nella seconda stagione!

3. Cos’è il Sottosopra?

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Il Sottosopra è una dimensione parallela scoperta nel Dipartimento di Energia che si trova nei pressi della cittadina di Hawkins, Indiana. Fondamentalmente è una sorta di doppione dark del nostro mondo. La morfologia e gli edifici sono trasposti fedelmente, solo che l’atmosfera è oscura, le strutture umane sembrano in disfacimento, l’aria è piena di strane spore che cadono tipo cenere e ovunque ci sono strani tentacoli pulsanti. Inoltre, non c’è presenza di vita umana e per adesso l’unico abitante che conosciamo è quello che i ragazzi definiscono, con un termine preso da Dungeons & Dragons, Demogorgone, una strana creatura col volto a forma di petalo che si nutre di carne, ma è attratto anche dall’energia e, probabilmente, utilizza gli esseri umani come incubatrici per riprodursi. In teoria l’aria del Sottosopra è tossica, ma chiunque ci si sia avventurato senza protezioni per adesso non ha mostrato alcun sintomo.

4. Perché le sessioni di Dungeons & Dragons sono importanti?

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In Stranger Things i fratelli Duffer amano lasciare piccoli indizi su ciò che succederà in futuro, sfruttando la passione dei ragazzi per Dungeons & Dragons, il popolare gioco di ruolo che diventò di moda proprio negli anni ’80. Grazie alle loro avventura con dadi, carta e penna abbiamo scoperto che il mostro della prima stagione sarebbe stata una creatura chiamata Demogorgone, anche se l’aspetto e i poteri sono differenti e la cosa si ripete anche nell’ultima puntata, in cui ci viene dato un suggerimento su ciò che potrebbe minacciare Hawkins nella seconda stagione: la Thessalhydra, un mostruoso serpente con più teste.

5. Perché Dustin parla così?

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Dustin è senza dubbio uno dei personaggi più riusciti di Stranger Things, è una via di mezzo tra la spalla comica e la voce della coscienza e parte della sua caratterizzazione si basa senza dubbio sul suo difetto di pronuncia. Tutto si basa sull’attore che lo interpreta, Gaten Matarazzo, realmente affetto da una patologia chiamata displasia cleidocranica che comporta la mancanza di clavicole e influisce sulla crescita del cranio e dei denti. Matarazzo ha più volte parlato della sua condizione e del fatto che inserirla all’interno dello show sia stata una gran cosa per poter fare un po’ di sensibilizzazione su qualcosa che pochi conoscono.

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