Se le grandi multinazionali potessero emettere la loro moneta

“Per anni e anni ci è stato detto che gli Stati dovrebbero essere modernizzati. Il Welfare non ha saputo fronteggiare a dovere la crisi e i cambiamenti dell’economia, e l’idea che la causa sia una cattiva gestione delle risorse è sempre più diffusa. Intanto, però, abbiamo assistito all’ascesa al potere delle grandi aziende e dei loro vertici. Che cosa accadrebbe allora se queste aziende diventassero nazioni? Potrebbero stampare la loro stessa moneta?”.

È così che la giovane designer francese Jade Dalloul presenta il suo progetto Brand Currency, che va a suggerire una curiosa evoluzione della moneta ai tempi dello stra-potere delle aziende. Con tanto di banconote raffiguranti i volti di quegli imprenditori e quegli amministratori delegati che hanno ormai raggiunto vette di popolarità e influenza ben superiori a quelle di certi capi di stato.

Così, per esempio, troviamo una i-Banknote da 50 targata Apple dedicata a Steve Jobs, con tanto di citazione minimalista: “We believe in the simple, not the complex”. Ma c’è ovviamente anche il pezzo da 100 di Facebook, con il volto sorridente di Mark Zuckerberg, quello dedicato a Bill Gates e alla Microsoft, e quello con Ray Kroc, il celebre founder dell’impero di McDonald’s.

“Ho provato a legittimare questi brand rappresentando su monete e banconote i simboli e i luoghi della loro storia” continua Jade Dalloul. “Così, per esempio, dietro Steve Jobs è possibile intravedere il nuovo Apple campus”. Trovate le immagini del progetto Brand Currency nella nostra gallery e nell’animazione qui sotto.

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