Perché si è dimesso il numero uno di Samsung

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I numeri sono quelli di un’azienda in salute. Di più, sono numeri da record. Samsung marcia verso un terzo trimestre che fa registrare utili pari a 12,8 miliardi di dollari, quasi 3 volte quelli dello stesso periodo 2016. Le vendite di luglio-settembre sono stimate in rialzo di quasi il 30%. Se i dati venissero confermati, la compagnia coreana – che continua a beneficiare della vendita di parti ad altri produttori di smartphone, come i display oled per Apple – potrebbe più o meno raddoppiare gli utili netti nell’esercizio 2017.

Tutto bene, dunque? Non proprio. Malgrado i conti da record, i titoli Samsung Electronics hanno ceduto l’1,46% alla Borsa di Seul. Qualcosa non torna.

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In effetti, nello stesso giorno in cui l’azienda ha comunicato questi dati estremamente positivi, ha anche annunciato le dimissioni dell’attuale amministratore delegato, in carica dal 2012. Kwon Oh-hyun lascerà tutte le sue cariche (è anche CEO di Samsung Display) a decorrere da marzo del prossimo anno.

“È qualcosa su cui ho pensato molto e a lungo, per diverso tempo”, ha spiegato Kwon in una nota ufficiale, parlando esplicitamente di una crisi societaria senza precedenti. Gli utili infatti, seppur da record, si basano su investimenti fatti nel passato. “Ma al momento siamo sotto forte pressione per la lettura dei trend del futuro e per trovare nuovi motori per la crescita”, ha spiegato.

Parte della crisi sarebbe legata all’arresto di Lee Jae-yong, vicepresidente del gruppo ed erede designato dell’impero Samsung, condannato a 5 anni di detenzione nel mese di agosto per i reati di corruzione e appropriazione indebita, nello scandalo che ha portato anche all’arresto dell’ex presidente della Repubblica Park Geun-hye.

Non a caso, l’annuncio arriva proprio all’indomani dell’avvio del processo di appello promosso dal numero uno di Samsung. Kwon ha di fatto gestito il gruppo dopo l’arresto di Lee Jae-yong e ora, dopo un anno complicatissimo, ha deciso di farsi da parte. “Credo sia arrivato il tempo per la compagnia di una nuova partenza – continua – con nuovo spirito e una leadership giovane, per meglio rispondere alle sfide di un’industria in cambiamento continuo come quella dell’IT”.

Kwon, il manager più pagato in Corea del Sud con un compenso annuale di quasi 6 milioni di dollari nel 2016 (già doppiati a giugno 2017 con i ricchi bonus ottenuti per le ottime performances dei microchip) non ha comunque segnalato, al momento, il nome di un successore. Le ipotesi più accreditate sono quelle che portano ai nomi di Boo-Keun Yoon e Jong-Kyun Shin, entrambi co-CEO in passato. Tra qualche mese sapremo se si tratterà di uno di loro o, invece, di un cosiddetto volto nuovo.

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