La strana storia dell’omicidio di Seth Rich

Pistola bandiera Usa 696x390Questi i fatti: Seth Rich è stato colpito alla schiena da un proiettile il 10 luglio 2016 nella zona di Bloomingdale a Washington Dc, capitale degli Stati Uniti. Seth Rich è morto. Fine dei fatti. La polizia non è riuscita a trovare il colpevole, e le indagini propendono per una rapina finita male. Una delle tante brutte storie spesso relegate nei media locali. Ma allora perché se ne parla ora, a circa dieci mesi dall’accaduto? E perché se ne parla poi a livello internazionale?

In effetti manca un dettaglio, anzi, più di uno. Seth Rich era un 27enne che lavorava nello staff del Comitato nazionale democratico (Dnc). Si tratta del comitato che coordina l’attività dei candidati del Partito democratico statunitense. E anche qui niente di strano. Non fosse per il fatto che la sua morte sia stata recentemente sfruttata da diversi mass media di destra statunitensi per una grottesca teoria del complotto.

La tesi è che Seth Rich fosse stata la fonte di WikiLeaks per email trapelate riguardanti Hillary Clinton, a ridosso della fine delle elezioni presidenziali. E che quindi sia stato ucciso per vendetta proprio da qualcuno del Partito democratico o da altri soggetti interessati a farlo tacere. Sono state fatte diverse indagini, e non è stato trovato uno straccio di prova rispetto a questa storia. Al contrario,ci sono forti indizi che indicano che WikiLeaks abbia ricevuto il materiale da fonti russe.

A rendere la faccenda ancora più strampalata (e dolorosa per la famiglia della vittima) ci ha pensato, nell’ordine: WikiLeaks, Fox News e Kim Dotcom. Partiamo da quest’ultimo. Da giorni dichiara su Twitter che possiede informazioni riguardanti il coinvolgimento di Rich nel leak del Partito democratico. E che il partito avrebbe delle responsabilità sulla sua morte.

Dotcom sostiene che sarebbe stato contattato da Rich con lo pseudonimo di Panda nel 2014. Panda lo avrebbe stimolato a creare un Partito dell’Internet, e che voleva “cambiare le cose dall’interno”. Lo stesso Dotcom ammette che la famiglia di Seth Rich lo ha implorato di smetterla di dire falsità. Questo però non l’ha fermato del tutto. Il suo piano sarebbe di ottenere un invito negli Stati Uniti dalla magistratura per esaminare le sue supposte prove. Già, perché non dimentichiamo che è latitante in Nuova Zelanda. Gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione con l’accusa di violazione delle leggi sul copyright e riciclaggio di denaro sporco.

La famiglia di Seth Rich è dovuta intervenire con gli avvocati anche nei confronti di Fox News. Il network televisivo americano aveva infatti trasmesso un servizio dove un investigatore privato, Rod Wheeler, sosteneva la teoria del complotto. Wheeler ha poi ammesso alla Cnn che la sua fonte era un reporter di Fox News. Su sollecitazione legale della famiglia di Rich, il network ha chiesto scusa. Anche per quanto pubblicato sul sito: “L’articolo non è stato inizialmente soggetto all’alto livello di analisi redazionale richiesto per tutti i nostri servizi. Dopo un’appropriata revisione, l’articolo è stato identificato come non conforme ai nostri standard e quindi è stato rimosso”.

Ma WikiLeaks che dice? L’atteggiamento finora è stato a dir poco ambiguo. All’indomani dell’omicidio l’organizzazione offrì ventimila dollari a chi avesse fornito informazioni sull’assassino. Julian Assange non ha mai condannato la teoria cospirativa. Anzi, in un’intervista a una testata olandese ha pure fatto delle sottili allusioni. Insomma, pare che Wikileaks stia ingrossando le fila dei media di estrema destra che stanno cavalcando una teoria ampiamente smentita.

E poi c’è la famiglia del giovane ammazzato. Non basta il dolore, ma deve anche affrontare una impari battaglia contro pessimo giornalismo da un lato e cospirazionisti e ultra-destra dall’altro. In tutto ciò, hanno pure ricevuto un alert dall’account Gmail del loro figlio: qualcuno ha cercato di utilizzare quell’account per crearne un altro da parte di Mega.com. Sito creato nientemeno che da Kim Dotcom.

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