La riforma sanitaria di Trump sarà un disastro per le donne

(Foto: NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images)

Con l’arrivo di Donald Trump, l’Obamacare, la riforma sanitaria di Barack Obama, sembrava avere i giorni contati. E oggi effettivamente, dopo il voto alla Camera, è più vicina alla sua abrogazione, insieme alle molte protezioni sanitarie che offriva alle donne. Recentemente, infatti, la Casa Bianca ha promosso l’American Health Care Act (Ahca), ovvero la legge americana che limiterebbe l’accesso alla copertura assicurativa sull’aborto e bloccherebbe i soldi di Medicaid per la Planned Parenthood (genitorialità pianificata), nome collettivo delle associazioni nazionali che si battono sul tema dell’aborto. Secondo il Congressional Budget Office, la versione originale del disegno di legge bloccerebbe a Medicaid, programma federale sanitario americano che provvede a fornire aiuti agli individui e alle famiglie con basso reddito, ben 880 miliardi di dollari dal suo bilancio per più di 10 anni. A differenza dell’Obamacare che beneficiava incondizionatamente le donne, la sua abrogazione e la sostituzione con l’Ahca le penalizzerebbe enormemente.

Infatti, con la modifica all’Ahca introdotta dal repubblicano Tom MacArthur del New Jersey, le compagnie assicurative potrebbero potenzialmente prendere decisioni sui prezzi in base alla salute e alla storia medica di una persona, proprio come facevano prima dell’Obamacare. In altre parole, le donne, a seconda dello Stato in cui vivono, potrebbero nuovamente essere costrette a pagare tariffe più elevate a causa delle cosiddette “condizioni preesistenti”, che includono stupri, abusi domestici, gravidanze e depressione postpartum.

La protezione contro questo tipo di tariffe era una componente fondamentale dell’Obamacare, che inizialmente Trump e molti altri repubblicani si erano impegnati a mantenere. Tuttavia, l’emendamento di MacArthur afferma che“nulla di questa legge può essere interpretato come una discriminazione di genere” o “una limitazione dell’accesso alla copertura sanitaria per persone con condizioni preesistenti”. Ma per alcuni esperti l’emendamento farebbe proprio questo. Infatti, secondo Janel George, direttore del National Women’s Law Center, “da un lato, sta dicendo che abbiamo queste protezioni, ma dall’altro le sta cancellando”.

Inoltre, l’Obamacare prevedeva la copertura di 10 categorie di cure considerate come “benefici di salute essenziali”, come per esempio la cura della neo mamma e del neonato. Secondo l’emendamento di MacArthur i singoli stati potrebbero altresì rinunciare alla garanzia della copertura di questi servizi. L’Ahca, inoltre, impedirebbe anche l’utilizzo di soldi federali per qualsiasi piano sanitario che include la copertura dell’aborto, rendendo in questo modo più difficile per le donne l’interruzione della gravidanza a prezzi accessibili. “Quello che sta facendo Trump è cercare di porre fine alla copertura assicurativa sanitaria per l’aborto”, aggiunge George.

Per quanto riguarda la Planned Parenthood, la legislazione vieterebbe il finanziamento da parte di Medicaid per un anno. Attualmente, l’organizzazione riceve soldi sia da Medicaid sia dalle sovvenzioni federali, e quindi se non potrà accettare i fondi molte donne a basso reddito perderanno l’accesso alla cura riproduttiva.

E infine la contraccezione. L’Ahca non affronta specificamente la copertura contraccettiva: tuttavia i repubblicani sostengono la “libertà religiosa” per le imprese che non vogliono fornire ai dipendenti questa copertura. “Promettiamo di salvaguardare le credenze religiose profondamente sostenute degli americani che forniscono un’assicurazione sanitaria ai propri dipendenti”, ha riferito Tom Price, Segretario della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America.

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