I controlli biometrici in aeroporto ridurranno del 75% i tempi di imbarco

Sita Aereo

Amburgo — All’Euro Air Transport It Summit organizzato da Sita, azienda leader a livello globale nell’information technology per il comparto aereo, la parola più ripetuta è senza alcun dubbio disruption. Rottura, per dirlo all’italiana. Imprenditori, innovatori e rappresentanti di compagnie aeree e aeroporti la invocano come un mantra collettivo, un po’ per esorcizzare la paura degli inevitabili cambiamenti all’orizzonte, un po’ per iniziare a progettare il futuro del settore alla luce delle nuove possibilità e delle nuove esigenze imposte dal digitale.

“I nostri obiettivi sono fondamentalmente due: da una parte la semplificazione di tutte quelle che sono le consuete operazioni di un aeroporto, dall’altra la trasformazione degli aerei, affinché diventino sempre più connessi. Ciò è importante sia per i viaggiatori, sia per chi lavora in questo ambito”. Chi parla è Sergio Colella, da luglio nuovo Presidente per l’Europa di Sita, che aggiunge: “Ci aspettiamo che con la progressiva diffusione del digitale anche il nostro settore vada presto incontro a una nuova forma di disruption, che probabilmente sarà generata proprio dall’utente. D’altronde i dati parlano chiaro: oltre il 95% dei passeggeri dello scorso anno ha volato con un apparecchio mobile tra le mani”.

Come già è successo per hotel, affitti e affini, insomma, cambiano i servizi richiesti dai clienti, e al contempo cambiano le modalità di prenotazione, di acquisto e di pagamento. I grandi aggregatori come Booking.com e Airbnb diventano un esempio a cui guardare, ma allo stesso tempo anche un nemico da cui difendersi, affinché le compagnie aeree possano conservare un ruolo dominante — e in qualche modo autonomo — sul mercato.

“Quello del trasporto aereo civile è un settore assolutamente unico nel suo genere”, continua Colella. “Basta pensare che ci si aspetta una crescita continua nei prossimi dieci anni del numero di passeggeri: nel 2036, il traffico sarà superiore del 50% rispetto a quello di oggi”. In previsione delle nuove necessità del settore, dunque, Sita si fa promotrice di una rivoluzione tecnologica riassumibile in cinque punti fondamentali di ricerca.

Cyber Security
Nel 2016 il cyber crimine è costato all’economia globale la bellezza di 450 miliardi di dollari. Non c’è da sorprendersi, dunque, se anche il comparto aereo vede nella cyber security una priorità assoluta: il 95% delle compagnie e degli aeroporti ha in previsione di investire in protezione. Sita e Airbus, in questo senso, hanno dato vita a una soluzione pensata appositamente per il settore: quella dei Security Operations Center, vere e proprie regie in remoto in grado di controllare fino a 4 terabyte di dati al giorno e di segnalare anche le minime anomalie che potrebbero indicare minacce informatiche.

Aerei connessi
Il 37% delle compagnie aeree, nel 2016, ha offerto ai propri passeggeri la possibilità di restare connessi anche durante il volo. Questa percentuale è destinata quasi a raddoppiare entro i prossimi due anni, e si stima che entro il 2025 oltre il 50% di tutti i velivoli commerciali sarà connesso. La connettività a bordo, d’altronde, non solo migliorerà l’esperienza del viaggiatore (permettendo di sviluppare nuovi servizi di intrattenimento e simili), ma porterà vantaggi anche allo stesso equipaggio, che potrà così monitorare lo status dell’aereo e comunicare eventuali anomalie a terra in modo più rapido ed efficace.

Internet of things
Anche in questo caso ci troviamo davanti a uno degli obiettivi di ricerca più importanti per i prossimi anni. È in previsione, per esempio, l’introduzione di nuove etichette smart per i bagagli che permettano la tracciatura continua delle valigie. Nel 2016, sempre secondo i dati di Sita, sono stati 21,6 milioni i bagagli disguidati, di cui circa un milione e mezzo mai recuperati: l’etichetta smart potrebbe aiutare a ridurre drasticamente questi inconvenienti, che lo scorso anno sono costati alle compagnie aeree 2,1 miliardi di dollari. Allo stesso tempo anche gli aeroporti guardano con interesse all’internet of things, progettando nuove soluzioni via beacon e sensori per migliore l’orientamento dei passeggeri e la loro esperienza di shopping all’interno delle strutture.

Biometria
I controlli di identità sono e saranno sempre più una fase fondamentale del viaggio: l’introduzione di nuove tecnologie per rendere più sicure e più rapide queste procedure è dunque una voce importante negli investimenti degli aeroporti di tutto il mondo. La lettura delle impronte digitali o della retina dell’occhio si stanno proponendo come possibili soluzioni, anche se al momento è la biometria, ovvero il riconoscimento facciale computerizzato, a spiccare come l’alternativa più conveniente ed efficiente. Sita, dal canto suo, ha messo a punto il sistema Smart Path, già attivo all’aeroporto di Brisbane, che collegando i dati biometrici ai documenti di viaggio al momento del check-in permette ai passeggeri di completare il processo di imbarco senza più dover presentare carte o passaporti. Questa tecnologia può ridurre del 75% il tempo normalmente necessario per i vari controlli.

Intelligenza Artificiale
Il servizio clienti del futuro sembra dover passare per forza attraverso l’intelligenza artificiale, anche nel comparto aereo. Entro il 2020 il 68% delle compagnie aeree e il 42% degli aeroporti investirà in un piano di utilizzo di chat bot. Ma non solo: il passeggero potrà in futuro essere guidato attraverso l’aeroporto e indirizzato verso le attività commerciali a lui più affini, avvisato in caso di ritardo del proprio volo e aiutato eventualmente nella soluzione di problemi come coincidenze perse, bagagli smarriti o prenotazioni di alberghi da modificare. L’obiettivo sarà quello di supportare i viaggiatori nell’ambito di un’esperienza sempre più a tutto tondo.

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