Hai comprato i Bitcoin? Ecco come conservarli al sicuro

(Foto: Corbis Images)

Quando nel 2009 i bitcoin apparvero per la prima volta sul mercato dei pagamenti online, valevano pochi centesimi di euro. E più che a conservarli si pensava a come diffonderli. Ma oggi che – dopo solo 7 anni – un bitcoin (uno solo!) vale la bellezza di 1080 euro, il problema si pone, eccome.

Per loro natura i bitcoin sono virtuali. Generati dalla rete, attraverso meccanismi sofisticati (il mining, la crittografia, ecc) e tutt’altro che manipolabili, non transitano però sui nostri conti correnti, né hanno un corrispettivo in banconote. Sono pura valuta digitale, e come tale funzionano da richiamo irresistibile per i criminali 2.0. Chi li acquista per usarli come moneta di scambio o per investimento, capisce subito che con i bitcoin deve fare più attenzione.

Come conservarli. Il portafogli “naturale” dei bitcoin è lo smartphone, via app che facilitano le transazioni sia online che offline (coi bitcoin si può già pagare in diversi esercizi commerciali, ndr). Le app però non sono tutte uguali. «Una delle più sicure è GreenAddress (GreenBits nella versione Android, ndr) – spiega Francesco Nacchia, co-organizzatore di Bitcoin Milano – perché usa l’autenticazione a due fattori e altri sistemi di sicurezza». Altre app molto usate sono BreadWallet, Altana e BitCoin Wallet (ma ogni esperto di Bitcoin ha la sua). «Le app però sarebbe meglio usarle per i piccoli pagamenti, mettendoci dentro pochi soldi e non usarle come deposito», continua Nacchia.
Lo smartphone non è il posto più sicuro dove conservare qualcosa. Lo si può smarrire, tanto per dire. Se possedete una discreta cifra in bitcoin è meglio che la custodiate offline, lontani da possibili tentativi di intrusione. Tenendo a mente che i bitcoin vanno protetti con sistemi di autenticazione complessi, che rendano l’accesso possibile solo ai possessori. «Per evitare rischi, consiglio di usare un device come il Ledger Wallet: un gadget che permette di custodire i bitcoin offline, al riparo da qualsiasi bug”, suggerisce Federico Pecoraro, Ceo di RobocoinItalia.

Creato da una startup francese, il Ledger somiglia a una chiavetta Usb ed è un portafogli per i bitcoin. Ce se sono 4 modelli, che funzionano collegandosi al computer e allo smartphone: a seconda del modello, offrono procedure di autenticazione più o meno complesse, per proteggere i bitcoin dai “mariuoli”.

Esistono anche altri modi per stipare le cryptovalute: i grandi investitori si spingono a usare sistemi anche molto sofisticati. Ognuno ha i suoi. Quello che però mette tutti d’accordo è il fatto che mai i bitcoin vanno lasciati sull’exchange dove li abbiamo acquistati: «Sarebbe come non possederli – chiosa Pecoraro – e ci sono stati casi in passato di exchange che sono stati violati, con non pochi danni per chi vi aveva lasciato i bitcoin». Perché a differenza delle banche, che se subiscono una rapina, sono assicurate, nel mondo ancora in ombra dei bitcoin le assicurazioni non ci hanno ancora messo piede. Dunque (per ora) meglio provvedere da sé.

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