Casio, gli orologi connessi celebrano i 35 anni di G-Shock

Milano — In gergo aziendali li chiamano connected watches, orologi connessi. Non sono modelli tradizionali, che segnano solo l’ora e il calendario, ma neppure troppo intelligenti, con schermi dove leggere gli sms o con sensori per monitorare lo stato di salute. Per Casio, però, quello degli orologi connessi è un formato adatto per presidiare un segmento di mercato ibrido e ancora libero da troppa concorrenza.

La nuova linea è in distribuzione in questi giorni con il marchio G-Shock. La strategia commerciale della multinazionale giapponese è arrivare in vetrina in tempo per entrare nelle liste dei regali di Natale. La collezione G-Steel è composta da orologi connessi. “Hanno un’antenna bluetooth che permette di collegare l’orologio allo smartphone”, spiega Alessandro Trucillo, a capo della divisione orologi di Casio. La centrale di comando è sullo smartphone. Attraverso l’app dedicata si coordinano le funzionalità avanzate dell’orologio: secondo fuso orario, sveglia, conto alla rovescia e cronometro. Per impostare l’allarme mattutino, ad esempio, si imposta l’orario sull’app come se si regolasse l’orologio dello smartphone. Quando si completa l’operazione, l’orologio riceve via bluetooth l’informazione e in automatico sposta la lancetta all’orario stabilito.

L’orologio si imposta dalla app (foto: Luca Zorloni per Wired)

Così vale anche per il secondo fuso orario. “Per cercare la città si può digitare il nome nel motore di ricerca, oppure sceglierla scorrendo una mappa del mondo”, prosegue Trucillo. Anche in questo caso, stabilito il fuso, la lancetta che lo segna va automaticamente in posizione. E quando si viaggia abitualmente da una città a un’altra con un fuso orario diverso, basta un clic sull’app per passare da un orario all’altro.

L’applicazione, disponibile sia per iOS sia per Android, ha anche altre funzioni: ad esempio segnala il livello di carica della batteria del cronografo, che si alimenta a energia solare. Dall’app si gestisce anche l’abbinamento del cellulare al cronografo. Dopo che lo smartphone ha riconosciuto il dispositivo, basta tenere premuto per pochi secondi un tasto intorno alla ghiera per accoppiarli.

Casio ha lanciato i primi orologi connessi nel 2014, ma i nuovi nati di casa G-Shock rappresentano la formula per presidiare il mercato dei prezzi medi. Spiega Trucillo: “Hanno il costo di un buon cronografo. Partiamo da una base di 245 euro a 299 euro per il modello Eroe”. Quest’ultimo è il modello che celebra i 35 anni dalla nascita del marchio G-Shock, che si celebreranno nel 2018. L’orologio “indistruttibile, come si è presentato per anni sul mercato, è arrivato nei negozi nel 1983, dopo due anni di lavoro dell’ingegnere giapponese Kikuo Ibe. Giuseppe Pepito Rossi è testimonial della campagna che accompagnerà la ricorrenza.

Gli orologi connessi di G-Shock (foto: Luca Zorloni per Wired)

Gli orologi connessi di Casio si inseriscono nelle varie strategie che le case orologerie stanno mettendo a punto per venire a capo della questione smartwatch: vendono o no? Il mercato è dominato da Apple e altri pochi attori e gli analisti sono divisi sulle prospettive future. A fine agosto l’ultima ricerca di Kantar ha evidenziato che nel 2017 i consumatori dai 16 in su che possiedono wearable sono il 20% del totale, contro il 15% del 2016. Per il 45% degli intervistati smartwatch e wearable costano troppo, il 32% dice che hanno scarse funzionalità e il 24% che lo smartphone fa già tutto. Per questo i produttori stanno cercando il graal per dominare un mercato che per Allied Market Research entro il 2020 raggiungerà un giro d’affari mondiale di 32,9 miliardi di dollari.

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