5 serie tv di fantascienza ispirate a Blade Runner

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35 anni fa, esattamente il 25 giugno 1982, usciva nelle sale americane Blade Runner, il film di Ridley Scott destinato a diventare un punto di riferimento per le produzioni di fantascienza in tutto il mondo. Ispirato al romanzo di Philip K Dick Il cacciatore di androidi (conosciuto anche con il titolo più aderente all’originale Ma gli androidi sognano pecore elettriche?), il film vede il cacciatore di taglie Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford, alle prese con alcuni androidi troppo umanizzati, come il Roy di Rutger Hauer che fa il famoso monologo finale (“Ho visto cose che voi umani…“).

Grazie ai diversi director’s cut diffusi durante gli scorsi decenni ma soprattutto grazie all’uscita, il prossimo ottobre, di Blade Runner 2049, il sequel con Ford e Ryan Gosling, questo film non ha mai smesso di influenzare il modo in cui si pensa alla fantascienza e in cui si realizzano altri titoli cinematografici o seriali di questo genere. Si può quasi dire, ad esempio, che non ci sia serie tv sci-fi che non abbia più o meno coscientemente un debito di ispirazione nei confronti di questo universo narrativo. Vediamo quelle più evidenti.

1. Total Recall 2070
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Apparentemente, già dal titolo, questa serie canadese del 1999 è un seguito del film del 1990 Total Recall, ispirato a un altro racconto di Dick, Memoria totale. In realtà la trama, incentrata su una coppia di detective che deve indagare sugli androidi umanizzati prodotti dalla Rekall Company (e uno di loro è egli stesso un androide), deve molto di più a Blade Runner che non all’opera narrativa del titolo, anche per quanto riguarda l’immaginario e gli aspetti visuali.

Anche queste storie, infatti, sono ambientate in una città sovrappopolata e oscura, dove le aziende che hanno il monopolio della produzione di androidi hanno ormai preso il controllo della società e della politica. Il compito dei detective e del loro Citizen Protection Bureau è proprio quello di salvaguardare la razza umana dalle loro ingerenze. Nonostante l’apprezzamento dei fan, la serie durò solo una stagione, per un totale di 22 episodi.

2. Bubblegum Crisis
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Serie anime composta da otto minifilm prodotti dal 1987 al 1991, la produzione giapponese Bubblegum Crisis è una specie di trasposizione animata e in salsa nipponica di Blade Runner. Ambientata in una tentacolare e futuristica MegaTokyo, la serie si concentra sulle avventure delle Knight Sabers, un gruppo tutto al femminile di mercenarie che, grazie alle loro armature tecnologiche, combattono i robot che si sono dati alla fuga.

Anche in questa serie animata, che prende ispirazione anche da Strade di fuoco e Terminator, il nemico da sconfiggere è un grande gruppo industriale, la Genom, che si occupa di produrre vita artificiale (i cosiddetti cyberoid) e che sfrutta le sue tecniche avanzatissime per imprimere la propria influenza sulla società. Il titolo dell’anime, secondo i creatori, doveva riferirsi a una crisi imminente proprio come lo scoppio da un momento all’altro della bolla di una gomma da masticare.

3. Dark Angel
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Ambientata nel 2019, cioè lo stesso anno in cui avvengono le vicende di Blade Runner, la serie Dark Angel segna il debutto televisivo di James Cameron ma anche il primo ruolo di rilievo di un’attrice poi divenuta molto celebre come Jessica Alba. Nelle due stagioni andate in onda fra 2000 e 2002 si seguono le avventure di Max Guevara, una soldatessa modificata geneticamente in modo da ottenere incredibili abilità, fuggita dal laboratorio della Manticore in cui era stata creata.

In un mondo in cui gli Stati Uniti sono ridotti a un paese poco civilizzato per via di un apocalisse digitale, la protagonista dovrà farsi amici gli altri supersoldati fuggiti e al contempo scappare dai tentativi della Manticore di catturarli. Fra gli omaggi più o meno espliciti a Blade Runner ci sono il colonnello Lydeker, la cui psicologia ricorda molto quella dell'”eroe caduto” di Rickard, e il fatto che durante i flashback del soldato McDowell si senta una musica suonata al piano esattamente come nel film.

4. Mutant X
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Questa serie fantascientifica del 2001 ha avuto una vita piuttosto travagliata: nata come una specie di rimpiazzo degli X-Men dato che solo la Fox ne detiene i diritti, questa produzione canadese si ispira a un’altra serie di fumetti Marvel ma mantiene come punto di partenza un gruppo di ragazzi che mostrano superpoteri dopo essere stati geneticamente modificati. Dopo quattro stagioni, in ogni caso, la serie fu bruscamente cancellata per il fallimento della sua casa produttrice.

Anche qui il tema ricorrente è quello degli esperimenti più o meno legali portati avanti dalle istituzioni, in questo caso delle agenzie governative, per cercare di creare forme di vita più avanzate. Il taglio più teen dato alla serie ovviamente l’ha allontanata dal trattamento più dark e maturo tipico di Blade Runner, ma le conseguenze della riflessione sulla natura e sulla durata della vita (questi mutanti hanno infatti una data di scadenza che rende problematica la loro sopravvivenza) sono ancora fortemente presenti.

5. Minority Report
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Senza l’enorme successo di Blade Runner probabilmente non avremmo avuto tutta una serie di film adattati dalla sterminata produzione di un maestro della fantascienza come Philip K. Dick, da Total Recall del 1990 a Minority Report del 2002. Dal suo racconto Rapporto di minoranza, appunto, furono tratti il film diretto da Steven Spielberg con Tom Cruise e poi questa serie tv andata in onda sulla Fox nel 2015.

La serie si pone come un seguito vero e proprio ambientato nella Washington del 2065: undici anni prima la sezione che usava i Precog, umani dalle abilità straordinarie di prevedere i crimini prima che accadassero, era stata smantellata ma uno di loro, Dash, continua ad aiutare la polizia nel risolvere i casi più complessi, al contempo tenendosi alla larga da chi vorrebbe sfruttare i suoi poteri. Ai soliti temi sulla manipolazione e sul controllo della vita, qui si aggiungono quelli fondamentali della predeterminazione e del libero arbitrio.

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