20 anni di South Park, ecco 5 tra gli episodi più controversi

Offensivo, controverso, brutale, politicamente scorretto, oltraggioso, volgare, disgustoso, inappropriato. Ma anche divertentissimo e irresistibile: il 13 agosto 1997 faceva il suo debutto su Comedy Central South Park. La serie animata creata da Trey Parker e Matt Stone ruota attorno a quattro bambini delle elementari (Stan, Kyle, Eric e Kenny) che vivono in una città del Colorado e sono al centro di numerose avventure dissacranti e improbabili, spesso trattando con satira feroce i più disparati temi sociali.

Dal terrorismo islamico all’Aids, dalle polemiche su alcune religioni (soprattutto Scientology e i mormoni) alla derisione di certi stereotipi dello showbiz americano (memorabili le parodie di personaggi come Michael Jackson, Paris Hilton, Britney Spears o Donald Trump), South Park nei suoi vent’anni di trasmissioni (e continuerà almeno fino al 2019) non si è mai tirato indietro dal toccare i nervi più scoperti dell’attualità e della cultura, in una particolarissima crociata contro il politicamente corretto e i vari tabù che caratterizzano la conversazione pubblica.

Ecco alcuni degli episodi che hanno fatto più discutere, una selezione difficilissima in mezzo alla miriade di polemiche che la serie ha provocato quasi ogni settimana della sua messa in onda.

1. Cartman Joins Nambla

Nel quinto episodio della quarta stagione di South Park, Cartman decide di essere troppo maturo per continuare a frequentare i suoi amici delle elementari così chiede aiuto al dottor Mephesto, che gli consiglia di partecipare agli incontri di un’associazione chiamata Nambla. Ma mentre lo scienziato pazzo intendeva un gruppo di sosia di Marlon Brando (National Association of Marlon Brando Look-Alikes), Cartman finisce in mezzo alla North American Man/Boy Love Association (Nambla), un gruppo di adulti che incoraggia le relazioni coi minori.

Il problema è che negli Stati Uniti un’associazione del genere esiste sul serio ed era stata molto attiva soprattutto alla fine degli anni Novanta: nell’episodio, comunque, le idee di questi attivisti che vorrebbero la legalizzazione della pedofilia non vengono prese sul serio e anzi la puntata si conclude con una scena alla Scooby-Doo, in cui molti uomini maturi inseguono i piccoli protagonisti attraverso le porte di un albergo dove si svolge la loro convention. Alla fine a farne le spese è però il padre di Kenny.

2. Trapped in the Closet

Il dodicesimo episodio della nona stagione è sicuramente uno di quelli più memorabili. In questo episodio, infatti, gli autori di South Park se la prendono niente meno che con Scientology, deridendo le abitudini settarie di questo gruppo religioso, la manipolazione degli adepti ma soprattutto mostrando i dettagli della vicenda legata a Xenu, una storia che viene rivelata solitamente solo ai contribuenti più facoltosi della religione creata da Ron Hubbard.

In aggiunta nell’episodio si prende pesantemente in giro uno dei più famosi scientologist, Tom Cruise, che si rifugia nell’armadio della cameretta di Stan e si rifiuta di uscirne, mentre tutti lo incitano a “uscire dell’armadio“: il riferimento è all’espressione inglese sul fare coming out (“to come out of the closet“) e allude alle voci sull’omosessualità dell’attore. Cruise minacciò di non promuovere il film Mission Impossible 3 (distribuito da Paramount, dello stesso gruppo di Comedy Central) se non fossero state bloccate le repliche della puntata.

3. It Hits The Fan

La quinta stagione partì con il botto dato che il primo episodio attirò l’indignazione di moltissime associazioni di telespettatori per via dell’uso ossessivo della parola shit (“merda“). Si è contato che in tutta la puntata questo termine viene pronunciato 162 volte, ma il suo uso sale a 200 se si contano anche le volte in cui è stato scritto. Pare che Comedy Central, però, avesse permesso a Stone e Parker di proseguire con il concept dell’episodio solo se avessero esagerato tanto da rendere la cosa ridicola in sé.

Il pretesto, fra l’altro, viene dalla trasmissione della serie fittizia Cop Drama, in cui per la prima volta si sarebbe usata la parola senza censure, fatto che spinge gli abitanti di South Park a utilizzarla in continuazione. Il riferimento è ai regolamenti reali che valutano la volgarità negli show televisivi, qui parodiati da South Park che spesso ne è stato oggetto.

4. With Apologies to Jesse Jackson

Lo stesso meccanismo legato a una sola parola viene utilizzato nella première della quindicesima stagione, in cui la cosiddetta N-world (nigger, “negro“, negli Stati Uniti uno dei vocaboli più inaccettabili) viene ripetuta ben 43 dal padre di Stan, Randy, mentre tenta di indovinare la soluzione de La ruota della fortuna. Il tutto nei primi cinque minuti dell’episodio.

La cosa paradossale è che, in generale, la puntata suscitò controversie relativamente limitate da parte delle comunità afroamericane, con l’Naacp che ha perfino lodato la rappresentazione satirica dello hate speech. Le proteste più grandi sono venute invece dalle associazioni dei genitori, che hanno totalmente ignorato l’approccio ironico (e multiculturale) che nella puntata si fa di un discorso piuttosto spinoso.

5. 200/201

Per festeggiare il duecentesimo episodio della serie, nel 2010, furono create due puntate speciali in cui numerose celebrità che erano state prese in giro dallo show (oltre allo stesso Cruise anche Steven Spielberg, Kanye West, Paris Hilton, George Lucas, Mel Gibson e molti altri) indicono una class action perché i cittadini di South Park se la prendano anche con Maometto. Il riferimento è a due episodi di stagioni precedenti, Super Best Friends e Cartoon Wars, in cui l’immagine del profeta era stata censurata per timore di ritorsioni.

Nonostante le accesissime proteste delle associazioni mussulmane, in un periodo in cui molte erano state le azioni violente contro i vignettisti che avevano disegnato Maometto, Parker e Stone prepararono un finale in cui il profeta spiegava l’inutilità della violenza nel limitare l’espressione delle idee altrui; fu il canale Comedy Central però a decidere di censurare alcune scene per evitare controversie.

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